Maverick Sabre Header

Maverick Sabre non ci ha consegnato un disco facile.

Ci ha consegnato un terzo album, il primo da indipendente, il primo davvero libero, e forse per questo il più complesso.

When I Wake Up’ è il disco di un artista che ama ancora – e più di ogni altra cosa – proporre musica che non sia omologabile, ma questa volta la marea lambisce più le spiagge di un’estetica black contemporanea rispetto ai lidi delle barre arrivando anche a guardare da lontano il “mondo alternative” in alcune soluzioni di suono.

Maverick Sabre PresshotResta lui, ammaliante come sempre: Mavercik Sabre ha sempre accompagnato sui confini chi lo ascolta, questa volta lo fa divertendosi di più. Tanto di più.

I temi di cui tratta sono semplicemente spinosi: si va dalla fede nell’apertura spiazzante di ‘Preach’ alla politica di ‘Guns In The Distance’ che riporta le trame hiphop, anche se distanti.

Diventa poi nel suo errare artistico quasi reggae con Jorja Smith in “Slow Down” prima di entrare in una “Drifting” che sembra tanto prendersi con arroganza il posto nelle playlist di chi prende i mezzi la mattina per recarsi al lavoro/scuola/ovunque. E che parla di tante storie irlandesi non raccontate. Storie in cui si perde il controllo, involontariamente, lasciando che il nostro destino sia affidato a qualcos’altro.

Maverick Sabre: le storie di When I Wake Up

Il disco ha una narrazione che lo tiene insieme: ‘When I Wake Up” racconta delle nostre azioni e delle nostre parole e delle conseguenze che si generano all’interno di una comunità.

Ci sono gli emarginati e i meno abbienti nelle foto di “When I Wake Up”. E sono maledettamente a fuoco.

Come per ‘Big Smoke’ dove “un altro giovane è stato pugnalato sul marciapiede, poi un altro giovane non è mai arrivato alla stazione”. Scene di vita quotidiana, purtroppo.

E’ il tono di Maverick Sabre a portare la solidarietà e l’empatia a  questi personaggi così maledettamente quotidiani e reali che non possono lasciare indifferenti chi ascolta le loro storie.

E siccome sono tutte storie diverse, non si cerchi in “When I Wake Up” un solo stile musicale, non sarebbe un disco di Maverick Sabre.

“When I Wake Up” è sia una parola rassicurante, un conforto, che un grido di battaglia per questi tempi difficili. Un dito puntato verso coloro che hanno torto e un abbraccio per coloro che sono smarriti.

E diventa importante quando si concentra in verticale sulle piccole cose, nei momenti delle storie più luminose come ‘A Mile Away’, una semplice canzone d’amore. Lì in mezzo, come a volerci dire che comunque il bello è intorno a noi e ci basta cercarlo.

Maverick Sabre: a proposito del disco

Maverick Sabre Cover

Questo album è probabilmente il mio disco più personale, è un riflesso della musica che voglio realizzare senza un programma se non quello di pubblicare musica di cui sono appassionato, orgoglioso e che espirme i messaggi e le sensazioni da cui sono ispirato.

Ho passato gli ultimi due anni a creare un lavoro che raccolga argomenti importanti in assoluto e per me, e con ogni traccia voglio raccontare un significato.

Dalla copertina alla grafica voglio raccontare storie incalcolabili del mondo che mi circonda e quello che succede nella mia testa, tutto ciò che faccio è sempre stato quello di connettermi con le persone e la musica rappresenta la varietà di emozioni che raccolgo.

Sono incredibilmente fiero di questo album!

E anche noi possiamo essere fieri di intercettare artisti che nell’era “del singolo” e “dello streaming” pongono sè stessi e la loro arte nella condizione di chiedere a chi li ascolta l’attenzione che meritano. Per un tempo più lungo, con una concentrazione che non è quella del multi tasking, che è propria e dovuta a chi si espone pubblicamente e cerca di suonare qualcuna delle corde dentro chi “sente” questa musica e non si limita ad “ascoltarla”.

Molto ben fatto, mr Sabre, molto ben fatto.

Grazie, Maverick.