2 Chainz Soul Revolution

2 Chainz è tornato, questa volta ha deciso di fare le cose sul serio e in grande.

Parto dal titolo: “Rap Or Go To The League” ovvero la convinzione diffusa, presso la comunità black americana, che per avere un futuro agiato si debba o diventare un rapper o un giocatore di basket ad alti livelli.

Per la prima abbiamo 2 Chainz, che comunque è stato giocatore di basket, per la seconda abbiamo… 2 Chainz perché la produzione artistica del suo quinto lavoro è ad opera di LeBron James, quel King James cantato da Anderson .Paak e – beh, che te lo dico a fare – star del basket.

Del resto, la copertina (e tutto il merchandise associato al disco) la dice piuttosto chiara:

2 Chainz cover
Insomma, apparentemente abbiamo tutto: la narrazione del riscatto della comunità afro americana, un artista affermato che con la trap ha conquistato un posto di rilievo (il secondo posto di Billboard potrebbe essere sufficiente per questo “status”), un disco esagerato, una serie invidiabile di collaborazioni, la dose sopra le righe di esibizionismo.

Sì, abbiamo tutto, o almeno abbiamo quello che ci interessa e ci appassiona: perché ci sono le rime, vere e crude, ci sono gli scratch (nel 2019!), ci sono i beat prodotti da Pharrell e aiutati da Kendrick Lamar, c’è quest’uomo nato ad Atlanta nel 1977 che ha ancora un sacco di cartucce da sparare.

Più giù c’è la coppia improbabile con Ariana Grande che affianca 2 Chainz in ‘Rule The World’ in uno dei pezzi R&B dell’album e c’è Lil Wayne in una delle tracce che sicuramente faranno la felicità del clubbing di un certo tipo. E ce ne sono un sacco di altri che puoi scoprire qui

Ed è un disco onesto, a quanto pare.

2 Chianz ha tenuto banco per un’oretta in Pull Up con Joe Burden ed ha parlato di tanti dei temi che poi sono la struttura (granitica) di Rap Or Go To The League.

Il rapper di Atlanta è uno dei tanti che ha scelto di entrare nel mondo dell’intrattenimento facendo musica per riuscire a costruire un’alternativa alla vita stereotipata vissuta davanti alle quinte teatrali fatte di criminalità e droga.
Per star fuori dal giro ha iniziato la sua carriera che oggi – lontana anche dalla sobrietà e molto prossima a un egocentrismo portato con naturalezza invidiabile – arriva a una svolta, come ha spiegato lui.

Una situazione familiare complicata ma soprattutto il senso di responsabilità verso tre figli, lontani perché i problemi di coppia a volte non si risolvono, e la voglia di garantire comunque anche a loro un futuro.
Un messaggio a tutta la comunità afro americana: quello di puntare sugli investimenti, come fa lui, diversificando la propria attività, cercando in qualche modo di instaurare un circolo virtuoso che sia sì economicamente sostenibile, ma anche socialmente utile.


Concetti che 2Chainz veicola anche nel video di uno dei pezzi che preferisco, questa ‘Money In The Way’.

2Chianz è su un ascensore, che sale. I titoli di giornale ci fanno sapere che lui “sta comprando la baracca” e intanto scorre la vita afro americana: 1965, 1975, 1985, 1995, 2000, 2010 e su fino ad oggi.
In questa storia ci sono Black Panther, B Boys, droga, armi, abusi di ogni tipo in una sorta di circolo della vita e della morte.

Questa è ‘Money In The Way’ e il campione felice è quello di “Can’t You See What You’re Doing To Me” di The Three Degrees (perché sì, il rap è fatto ancora con i campioni!).

La riscossa, secondo 2 Chainz, passa da qui, studiare e formarsi per poter accedere “alla sublime arte della finanza” e da lì scalare verso il successo o quanto meno verso un lavoro digntoso per sè  e per i propri figli. La black excellence, come la chiama lui, passa da qui.

E da un disco, meraviglioso, come ‘Rap Or Go To The League’.