Kelly Finnigan, per chi bazzica il terreno dove si sta consolidando il rinascimento del soul classico, è noto come anima, tastierista e voce di Monophonics.
Una band che ha mutuato la caratteristica del proprio suono dalla tecnica che utilizza per le registrazioni: alla vecchia maniera, suonando tutti insieme e registrando su un otto piste. Essenziale, ruvido, analogico.
Dai un ascolto a ‘Sound Of Sinning’ del 2015 per approfondire meglio.

Il 26 Aprile scorso, Kelly Finnigan è uscito con il suo primo disco solista, “The Tales People Tell”.
Dieci tracce di soul scritte e seguite dalla nascita fino alla loro realizzazione attraverso un percorso durato due anni.

Kelly Finnigan Vinile

Dieci tracce che hanno i piedi piantati in quello che è il “rinascimento” del soul classico ma che si sporca con l’R&B e l’Hiphop. Dieci tracce che Kelly realizza (dalla scrittura alla produzione) suonando dieci strumenti e facendosi aiutare in alcuni passaggi da alcuni amici come James Gadson (con Bill Withers, Marvin Gaye e Beck) alla batteria, dagli amici Monophonics e dal padre, quel Mike Finnigan che ha suonato con Jimi Hendrix, Joe Cocker ed Etta James.

Il risultato di ‘The Tales People Tell’ di Kelly Finnigan è uno di quei dischi che apparentemente non ha tempo, che alterna momenti di tenerezza a sprazzi di puro southern soul.
Siamo nel 2019 e gli arrangiamenti sono decisamente più elaborati, si sente, stesi ad enfatizzare i colori vocali di Kelly Fiinigan nel migliore dei modi.

Un centro pieno. Un altro bellissimo colpo per l’ottima Colemine Records.

“I Called You Back Baby” è uscita come scheggia impazzita da qualche cassetto di Otis Redding, “Can’t Let Him Down” è vicina a Delfonics che ad un certo punto impazziscono e virano verso il Gaye più classico sostenuto dai cori (una meraviglia che a parole non si riesce a descrivere) e chiude splendidamente il lavoro proprio come quelle canzoni che una volta finite ti fanno venire voglia di ricominciare ad ascoltare tutto da capo.

Uno di quei dischi che pur facendo parte innegabile del rinascimento del soul si mostra compatto, formato da dieci tracce che non hanno lasciato posto per riempitivi (e sì, potrebbero essere tutti singoli pur dando al lavoro un corpus unico nel suo sviluppo) ma che si assestano fra le uscite di questo ambito come le pagine tra le migliori del 2019 e forse di tutto il “movimento”.

“Per me me soul, r & b, doo wop e gospel sono tutti collegati e fanno parte della stessa famiglia quindi non è stato affatto difficile (comporre queste canzoni). Sapevo di voler creare un disco soul che mettesse insieme tutti questi stili poiché è la musica che amo di più. Ero consapevole di voler mettere la stessa quantità di “vibe” in ogni canzone in modo che l’ascoltatore potesse sentirlo e assicurandosi che ogni canzone avesse quel detto “vibe” è la cosa più importante per me quando si crea un disco.”

Aspetto non trascurabile, nel lavoro di Kelly Finnigan, è quello di “cantastorie”. Ogni canzone ne racconta una e da qui anche il titolo del disco, immancabile se questo ambito della musica black (anche se “blue-eyed”) ti ha già conquistato con Durand Jones, Ben Pirani, Sharon Jones, Lee Fields e Charles Bradley. O, prima ancora, con Curtis Mayfield, Marvin Gaye e tutto quel soul che è arrivato come evoluzione del Doo-Wop.

Tales People Tell è disponibile su Amazon oppure dal mio negozio online preferito che è HHV a Berlino e che ha sempre disponibili parecchi dischi della Colemine ed è gestito da bella gente.