Ventiquattro 09 2019 Soul (R)Evolution

Ventiquattro 09 2019 Soul (R)Evolution è successo martedì sera alle 21 su Radio Milano International ed ora è disponibile on demand:

 

Anche su Apple Podcast

Ventiquattro 09 2019 Soul (R)Evolution #playlist

MASEGO – Big Girls

ALLEN STONE – Sunny Days

THE BRAND NEW HEAVIES, LAVILLE – Dontcha Wanna

GANG STARR, J COLE – Family And Loyalty

KOJEY RADICAL – Hours

XAVIER OMÄR, SANGO – Thief

LOCS – Bright And Early

ALICIA KEYS, MIGUEL – Show Me Love

ARIN RAY, KEHLANI – Change

TAMARAEBI – Heavens Gate

SAMM HENSHAW – Only One To Blame

J COLE, LUTE, DABABY – Under The Sun

EARTHGANG – Blue Moon

THE TESKEY BROTHERS – So Caught Up

HANNAH WILLIAMS & THE AFFIRMATIONS – Please Be Good To Me

Ventiquattro 09 2019 Soul (R)Evolution Playlist

Diciassette 09 2019 Soul (R)Evolution Header

Diciassette 09 2019 Soul (R)Evolution

Diciassette 09 2019 Soul (R)Evolution, l’appuntamento con la musica fuori algoritmo ha suonato così:

Diciassette 09 2019 Soul (R)Evolution #playlist

GOWE, SAM OCK – Worth The Wait

ZO!, ERIC ROBERSON, CARMEN RODGERS – Love Up

BLACK COFEE, USHER – Lalala

SNOH AALEGRA – Situationship

GOSTFACE KILLAH, EAMON – New World

RAPHAEL SAADIQ – This World Is Drunk

BJ THE CHICAGO KID, RICK ROSS – Playa’s Ball

MICHAEL KIWANUKA – You Ain’t The Problem

XAVIER OMÄR, SANGO – Thief

MASEGO – Big Girls

SiR – Fire

IDK – Alone

TOM TRIPP – Ring

ZILO – Sweet Like

R.LUM.R. – Cold

CHRISTIAN KURIA, BRAXTON COOK, JACK DINE – Bitter Pill

Hitsville--the-making-of-Motown

Hitsville: the making of Motown

Hitsville: the making of Motown è qualcosa che secondo me tutti dovrebbero vedere.
Magari con qualche suggerimento, qualche piccola accortezza, ma cercando quanto più possibile di godersi il viaggio.

I talenti in campo sono indiscutibili e nei primi tre minuti c’è una quantità indescrivibile di leggenda che sembra di essere alla festa degli Avengers. L’idea di Berry Gordy è incredibile, per quel tempo, e nel documentario che è stato lanciato da Showtime  la si capisce quasi in tutta la sua complessità.

Quel che affiora da Hitsville: the making of Motown è che probabilmente Motown stessa è una congiunzione di un sacco di cose che non si sarebbero potute coagulare se non in quel posto e in quel periodo storico così preciso.

Non poteva nascere se non a Detroit, non poteva nascere se non negli anni 50/60 e non sarebbe stata il mito che oggi si celebra. Per tutta una serie di questioni a capo delle quali troviamo sicuramente l’intuito di Gordy ma anche le dinamiche che hanno caratterizzato la grande migrazione dei neri dal sud degli Stati Uniti verso il nord.

Un’idea che ha le sue radici in un giovane operaio di una catena di montaggio dalla quale mutua l’idea per un ritmo, per un groove che diventerà Reet Petite (sì, l’ha scritta Gordy!), che farà partire il generatore di una bellissima favola.

E dalla fabbrica arrivano anche altre idee, come quella di avere una house band per Hitsville, un gruppo di musicisti che da una parte garantissero presenza e dall’altra un suono ben distinguibilie. Sempre dalla catena di montaggio arriva la severità nel condurre gli affari e la spregiudicatezza di chi non ha nulla da perdere ma sta inseguendo il proprio sogno americano (e un tot di incoscienza, sia ben chiaro).

Hitsville: the making of Motown racconta di un’alchimia che possiamo raccontare soltanto con il senno di poi: quando questi fatti succedono non è possibile nemmeno immaginare la portata devastante che avranno nel futuro. Ed è un’alchimia che non è replicabile. Un diagramma che oggi non è nemmeno possibile disegnare.

Hitsville: the making of Motown racconta le luci di questa storia, perché ci troviamo proprio nella proverbiale situazione in cui chiediamo all’oste se il suo vino sia buono. Tutte le miserie sono sapientemente nascoste sotto i tappeti del museo di Detroit, sotto i lustrini delle Supremes, sotto la celebrazione di Marvin Gaye e la scoperta di filmati inediti di un giovanissimo Stevie Wonder all’Apollo in un’infuocata Fingertips.

Momenti che hanno cambiato più di una vita, un otto volante sospeso fra quelle immagini dell’audizione dei Jackson Five e i ricordi di Jamie Foxx, gli interventi di John Legend e dello stesso Stevie che sono di contorno alla storia di una azienda che mette in rilievo alcuni temi oggi di normale discussione ma nel 1960 assolutamente rivoluzionari.

Come fu rivoluzionario il tour collettivo, il Motortown Revue del quale a un certo punto si dice che

Non si discuteva. Nella stessa stanza c’erano ragazzi bianchi e ragazzi neri, insieme, che ballavano la stessa musica.

Hitsville: the making of Motown racconta di come neri e bianchi potessero lavorare insieme a Detroit, di come le donne potessero ricoprire cariche esecutive dentro una delle aziende più floride d’America, di come un sapiente ecosistema che elaborava e sviluppava persone dal pentagramma alle buone maniere in pubblico potesse lasciare un’impronta indelebile nel mondo.
Compreso il fatto di essere accettati, da neri, anche dalla società bianca in un’unità di intenti e di scopo che sarà solo molti anni dopo la bandiera di un tale Afrika Bambaataa.

Il documentario è un bellissimo gioco, le cui regole sono scritte con il senno di poi, su una delle storie più interessanti della musica (non soltanto black) e della cultura americana. Di quella musica che, volente o nolente, accompagna ancora la storia degli uomini.

Da godere, per due ore, e sui titoli di coda chiedersi di nuovo “What’s Going On?”

Per le ombre, c’è un sacco di letteratura. Ma non rovinatemi la festa, adesso.

Tre 09 2019 Soul (R)Evolution Header

Tre 09 2019 Soul (R)Evolution

Tre 09 Soul (R)Evolution su Radio Milano International accade il martedì alle 9 di sera su Radio Milano International New Vibes. Poi si veste da ‘podcast’ e lo trovi on demand qui:

Tre 09 Soul (R)Evolution #playlist

Tre 09 2019 Soul (R)Evolution playlist

MYLES SANKO – Promises

SIMPLY RED – Thinking Of You

BJ THE CHICAGO KID – Champagne

GALLANT – Sleep On It

NOAH SLEE – Still

ARIN RAY, KHELANI – Change

KYLE, TEYANA TAYLOR – F You I Love You

MISSY ELLIOTT, SUM1 – DripDemeanor

PUSHA T, LAURYN HILL – Coming Home

REECE – Too Much

DRAM, H.E.R., WATT – The Lay Down

RAPHAEL SAADIQ – Rikers Island

SiR – You Can’t Save Me

SAMM HENSHAW – The World Is Mine

ROMERO MOSLEY, LORINE CHIA, CHIRÈ THE MAESTRO – Friendzone

OLA ONABULE – Point Less

Tre 09 Soul (R)Evolution #slrvltn

Dopo la pausa di mezza stagione dove io e Simone ci siamo divertiti con la formula ‘Rewind’ il rientro è stato bellissimo.
A fare in modo che la bellezza fosse tangibile ci hanno accolto immagini sensazionali, come quelle che riporto qui sotto fra la performance magica di Missy Elliott agli MTV Video Award e il video di DRAM con H.E.R. che sono due espressioni di quello che il fuori algoritmo rappresenta. Insieme a qualcosa di estremamente divertente e abrasivo da parte del buon A$AP Rocky.

Una carriera condensata in sette minuti, per Missy Elliott, che manda tutti a casa con un mini show davvero ben orchestrato fra specchi, giochi di luce, alieni, voli all’interno dell’arena e coreografie che strappano più di un “wow”. Il tutto su un tappeto di pezzi che non hanno davvero bisogno di alcuna presentazione.

DRAM, da parte sua, vuole affermare che il suo ruolo all’interno del RnB contemporaneo sarà predominante. Iniziando dalla sua dichiarazione durante la presentazione di ‘The Lay Down’ che farà parte del suo prossimo disco (il secondo): Ci sono pochi cantanti in giro, è ora di rimettere il cantato al centro dell’RnB. Come a sottolineare anche da parte sua che l’RnB è vivo e lotta insieme a noi, basta che ci siano artisti pronti a mettersi in gioco con il proprio talento (come succede in parte per Anderson .Paak, poi con Raphael Saadiq e con BJ The Chicago Kid e Johnta Austin giusto per nominare quelli con dischi recenti in giro).
Insieme a H.E.R. ormai star dell’RnB contemporaneo e al prezioso intervento in produzione (e alla chitarra) di Watt c’è anche il video, meraviglioso.

E poi c’è A$AP Rocky che dopo l’assurda vicenda che lo ha visto imprigionato in Svezia la racconta a modo suo con una traccia che intitola ‘Babushka Boi’ e che rappresenta con un video estremamente divertente e – diciamolo chiaramente – decisamente critico verso le forze dell’ordine.
Il gioco, per noi, è quello di indovinare chi sono gli amici di A$AP Rocky nelle immagini decisamente ispirate da un fumetto classico quale Dick Tracy.

 

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution Header

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution on demand è su Apple Podcast e Spotify:

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution #playlist

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution playlist

BJ THE CHICAGO KID – Time Today

SMERMAN’S SHOWCASE, NE-YO – Time Loop

JOHNTA AUSTIN – Still Mine

RAPHALE SAADIQ – So Ready

CHANCE THE RAPPER, SMINO – Eternal

ANDERSON .PAAK, LALAH HATHAWAY – Reachin’ 2 Much

RAPSODY, GZA, D’ANGELO – Ibtihaj

HERMITUDE, BUDDY, BJ THE CHICAGO KID – OneFourThree

STRETCH SOUL GANG, STEVEN BAMIDELE – Ungrateful

BIG K.R.I.T. – K.R.I.T. Here

SEBASTIAN KOLE – Hey God

ANTHONY EVANS – Reckless Love

 

Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn Sebastian Kole

Il disco di Sebastian Kole non esiste, o almeno non esiste sui canali “tradizionali” e di conseguenza per reperirlo e ascoltarlo ci attrezziamo volentieri.

L’artista stesso ha deciso di pubblicarlo su Soundcloud e di aggiungere al titolo la formula “Leaked”, trapelato come conseguenza del fatto che in assenza di risposte dalle etichette, la via per far giungere comunque alla gente il lavoro era pubblicarlo quasi fosse un bootleg.

Il disco, che avrebbe dovuto essere il secondo album di Sebastian Kole, lo stiamo ascoltando su Radio Milano International e in Sei Otto 2019 Soul (R)Evolution abbiamo inserito la traccia che gode anche di un supporto video, regolarmente disponibile su YouTube: Hey God.

L’apertura su schermo nero serve per lanciare il tema del video che risponde a una delle   ̶d̶i̶c̶h̶i̶a̶r̶a̶z̶i̶o̶n̶i̶ provocazioni più folli di Kanye West “E se la schiavitù fosse stata una scelta?”

Il video non ha bisogno di spiegazioni, esplicito, girato a Birmingham (Alabama) e impiega come attori persone del luogo, amici e conoscenti di Sebastian Kole, che con entusiasmo hanno partecipato alla due giorni necessaria per raccogliere tutti i contenuti. Ovviamente non senza qualche imprevisto.

E’ stato pubblicato, questa volta solo su Facebook, anche il dietro le quinte di ‘Hey God’ e sul suo profilo personale Sebastian ha anche condiviso un brevissimo video dell’incursione della polizia sul set durante le riprese in quanto allertata da alcuni abitanti per “sospetto di presenza di una manifestazione del Ku Klux Clan” (non voglio rivelarvi a proposito di quale scena).

The Numb EP è disponibile su Soundcloud e propone una nuova strada per Sebastian Kole, lasciando però come conseguenza talento e potenza intatti.
Talento e la potenza di un artista la cui voce è candidata ad essere una delle più interessanti del nuovo corso della musica black (e lo ricordo, è lui l’autore di ‘Stand Up (Show Love)’  per O’Jays, ‘Here’ di Alessia Cara che nel 2015 è stata una delle canzoni più trasmesse dalle radio americane insieme a ‘Wild Things” dell’anno successivo sempre per Alessia Cara entrambi dischi d’oro in Italia).

 

Trenta 07 2019 Soul (R)Evolution

Trenta 07 2019 Soul (R)Evolution

Trenta 07 2019 Soul (R)Evolution ha suonato così:

 

Trenta 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

XAMVOLO – In Love & War

YBN CORDAE, ANDERSON .PAAK – RNP

DJ SHADOW, DE LA SOUL – Rocket Fuel

SAM SMITH – How Do You Sleep?

PJ MORTON – Ready

BRIK LIAM – Some Other Dude

ROMERO MOSLEY, DURAND BERNARR – Shut Up & Dance

SEBASTIAN KOLE – Boys Break Too

AAMIR – Last Time

BRYSON TILLER – Blame

CHRIS LAROCCA – Test On Me

JARAMI, CAUTIOUS CLAY – Post Mates

H.E.R. – 21

BJ THE CHICAGO KID, ANDERSON .PAAK – Feel The Vibe

CHANCE THE RAPPER, ARI LENNOX – I Got You

NEAL FRANCIS – This Time

trenta 07 2019 Soul (R)evolution Playlist Final

 

 

Trenta 07 Soul (R)Evolution #slrvltn

Io e Simone abbiamo deciso che per tre settimane del mese di agosto tenteremo un esperimento.

Una sorta di “back to back” applicata alla musica fuori algoritmo.

Sarà come sempre il martedì alle 21 e in particolare in questi martedì di Agosto: 13, 20 e 27.

Uno alla volta scegliamo una canzone, chi segue dovrà agganciarla con un particolare, un suono, un tratto in comune con quella precedente.

Ci muoveremo sempre all’interno dei nostri punti cardinali tra soul, funk, rnb e hiphop e rigorosamente fuori algoritmo, ma l’asse del tempo sarà più ampio. Sarà quello di cui si occupa Radio Milano International New Vibes, dal 1995 (e a volte qualche anno prima) sino a oggi.

Cerchiamo di percorrere un sentiero diverso e ci interessa poi sapere se questo percorso alternativo ti appassiona oppure no. Perché potrebbe essere il primo “spin off” di una serie, oppure l’unico nella nostra storia.

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution header

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution

Ventitre 07 2019 Soul (R)evolution ha suonato così:

 

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

OLA ONABULE – I Knew Your Father

SEBASTIAN KOLE – Numb

BEYONCE, JAY-Z, CHILDISH GAMBINO – Mood 4 Eva

SAM SMITH – How Do You Sleep?

YUNA, TYLER THE CREATOR – Castaway

BJ THE CHICAGO KID, AFROJACK – Reach

RAHEEM DEVAUGHN – K.I.N.G.

JOHNTA AUSTIN – Love Angel

BRIK LIAM – Some Other Dude

XAMVOLO – In Love And War

EMMAVIE – High Off This

R. LUM. R. – How This Feels

SINEAD HARNETT, GALLANT – Pulling Away

SONDREY – Into The Night

NATE WILLIAMS – Love’s Disguise

Ventitre 03 Soul (R)Evolution Playlist

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Personalmente non finirò mai di sostenere che sono gli artisti a provvedere il carburante per questa piccola cosa alla radio che abbiamo chiamato Soul (R)Evolution.
E non perché alla radio un artista riceva promozione (quella la riceve da diversi canali ed è un meccanismo strano, intricato e decisamente poco affascinante da raccontare), ma perché ritengo sia un dovere di chi fa radio tenere in considerazione questa cosa e dare spazio a chi merita e non a chi rientra nelle maglie di un algoritmo o – peggio ancora – di ingredienti precotti ad arte.

La radio come ulteriore passaparola, la radio come punto di incontro fra chi crea la musica e la condivide con il mondo e chi la ascolta, si immedesima e ne trae beneficio. Fra chi la scrive da zero e chi la sceglie per accompagnare momenti della propria vita.
A chi non è capitato, ancora oggi, di ascoltare una canzone degli anni 70 o 80 e ricordare quanto quella sia stata una colonna sonora di momenti della propria vita?
Ecco, tanti.
E così funziona oggi. Quello che oggi ascoltiamo possiamo scegliere di farlo diventare commento sonoro ai momenti delle nostre giornate. Che fanno parte del nostro presente, del nostro quotidiano e che non sono necessariamente giornate stracolme soltanto di nostalgia.

Sono gli artisti quelli che ci danno questa possibilità ed è secondo me dovere delle radio quello di esporli, quello di effettuare una prima scelta, di dare una bussola come è scritto in questa parte del sito.

Perché ciascuno di noi non mangia solo pasta al pesto, perché ciascuno di noi non beve soltanto Coca Cola, perché ciascuno di noi non percorre sempre la stessa strada, perché ciascuno di noi non fa le cose sempre nello stesso modo, perché siamo tutti d’accordo che nel 1983 ballavamo altre cose in discoteca (oggi nemmeno ci andiamo più, forse) ma altrettanto oggi la nostra vita è diversa.
Ricordiamola con gioia la colonna sonora dei nostri anni 70, 80 e anche 90 e per non renderla un museo accostiamola alla colonna sonora del 2019 che ci viene offerta con entusiasmo sempre crescente da artisti che stanno crescendo. E che meritano tutta la nostra attenzione.

Non è vero che non c’è più bella musica, è vero che va cercata con la stessa passione e curiosità di sempre da altre parti e con strumenti nuovi che prima nemmeno esistevano.

Mi piace ricordare il passato, ma sei d’accordo con me quando ti faccio notare che è impossibile riviverlo. E che il presente è un momento bellissimo e va goduto fino in fondo. O no?

Quiet Storm - today

Quiet Storm – today

Quiet Storm. Forse un genere musicale o forse qualcosa in più. Sicuramente un concetto musicale, una prospettiva che è parte dei nostri ascolti da un sacco di tempo.
Per fare qualche esempio, Quiet Storm è quel modo di intendere la musica che è nato nel 1976, in estate, da Melvin Lindsey.

Nemmeno su Wikipedia in italiano se ne trova menzione. Ma la versione inglese riporta:

Quiet storm is a radio format and genre of contemporary R&B, performed in a smooth, romantic, jazz-influenced style. It was named after the title song on Smokey Robinson’s 1975 album A Quiet Storm.

Melvin lavorava a WHUR, un’emittente radiofonica di Washington, e proprio in quel periodo giocava come sostituto. Non era infatti una delle voci più presenti alla radio e forse proprio per questo non aveva quello stile – abbastanza impostato ai tempi – dei suoi colleghi più in vista.
Però passava le canzoni di Phyllis Hyman, Jean Carne e Norman Connors. Quella pasta lì, insomma.
E poi c’era un disco, che in America decisero dovesse essere il rappresentante di tutto quel suono.

A Quiet Storm di Smokey Robinson. Una storia che ho raccontato qualche tempo fa e che se hai voglia di leggere trovi qui.

Se guardiamo alle radio mainstream di oggi questa ricetta è stata completamente abbandonata. Tutto gira intorno a 20 canzoni che “rendono felici”, si è persa la voglia di star dietro a pezzi più lenti, “emozionali” come dicono alcuni, in favore di un “è tutto bello, va tutto bene” che stride sempre più con le emozioni di chi ascolta.

E questa distanza della radio dalle persone si fa sentire, ogni volta, sempre più forte. E questa distanza aumenta sempre, soprattutto d’estate, quando la sintonia vagabonda per la banda e non trova pace tra ritmi “felici” e messaggi Whatsapp.

Quiet Storm – cercarlo oggi

Difficile oggi ritrovare la voce di Luther Vandross, qualcosa dal disco di debutto (imprescindibile) di Sade, tracce prese da ‘Voodoo’ di D’Angelo, qualche episodio di ‘Midnight Love’ di Marvin Gaye. Così come si perdono le tracce di ‘Baduizm’ di Erykah Badu o di ‘Between The Sheets’ di The Isley Brothers oppure di altri dischi imprescindibili come ‘Maxwell’s Urban Hang Suite’ o ‘Rapture’ di Anita Baker.
A meno che tu non sia affezionato a Vibe con Massimo Oldani, ma a quel punto stai già giocando in casa. E fai solo bene.

Quiet Storm – dov’è, oggi?

Sono passati un sacco di anni, dal 1976.

Sicuramente nessuno è capace di farci tornare esattamente là, sicuramente la storia è cambiata così come sono cambiate le nostre abitudini.
Ma il Quiet Storm è sempre stato lì, ci ha accompagnati, ci ha tenuto la mano. Soprattutto quando non ci interessava ballare, quando non ci interessava divertirci per forza, quando avevamo la necessità semplice di un abbraccio.
 Sarebbe bellissimo, oggi, poter tornare indietro, poter avere di nuovo i nostri vent’anni, poter scaricare tutto quello che è più complicato adesso e andare ancora là. Facciamocene una ragione: non è possibile. E vivere ancorati soltanto al passato è una cosa che non si fa, anche se è facile, perché si diventa vecchi tromboni che suonano sempre la stessa canzone. Quella che ha per titolo “Ai miei tempi era meglio”.

Abbiamo un presente bellissimo, moderno, al passo con i tempi e con i nostri tempi, quelli che abbiamo – nel bene e nel male – contribuito a costruire.
E i nostri tempi ne propongono ancora un sacco, di Quiet Storm, anche se molti di quegli artisti hanno cambiato un po’ vestito, anche se molti di quei nomi adesso non ci sono più. La loro eredità continua, oggi, ed è bellissima.

Certo, è diversa. Ma guardati allo specchio: non sei diverso anche tu?
Eccolo, allora, il Quiet Storm di oggi. Quello contemporaneo, quello che ti porta nello stesso mondo, quello che è presente là dove la radio torna ad essere la radio e dove le playlist non te le compila un algoritmo ma – come ai vecchi tempi – appassionati di quella stessa musica che però non premono sul pulsante della nostalgia perché vivono nel presente.

Quiet Storm, cassettina 2019

Il viaggio è lungo e c’è ancora tanta strada da fare: come dico sempre è bello ascoltare la musica di oggi, senza dimenticare la tradizione ma trattando il passato per quello che è: ricordarlo, ricordarsene, trarre insegnamenti. Che ci piaccia o no non ci appartiene più, e questo è un dato di fatto.
 Oggi questo è il suono del Quiet Storm. Ed è bellissimo.
Qualche esempio lo trovi in una sorta di “cassettina” che ho preparato su Spotify.

Fuori algoritmo, come al solito.

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution Header

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution ha suonato su Radio Milano International New Vibes ed è disponibile on demand:

Anche su Apple Podcast, Anchor e Google Podcast.

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

LA LA MUSIQ – Going On

KINDNESS, JAZMINE SULLIVAN – Hard To Believe

GALLANT – Crimes

YUNA, LITTLE SIMZ – Pink Youth

AUGUST08, GOLDLINK – Simple Pleasures

SONDREY – Into The Night

LUKAS SETTO – OMG

STEFFEN MORRISON – Positivity (Denzel Chain Remix)

MOMO SAID – Sunny Side Of The Street

DVSN – Miss Me?

SYLO NOZRA – FOMO

JOHNTA AUSTIN – Love Angel

MARC E. BASSY – Die Hard

XAMVOLO – In Love & War

BLOOD ORANGE – Tuesday Feeling

DANIEL CAESAR, BRANDY – Love Again

BEYONCE – Spirit

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution Playlist

Sedici 07 2019 Soul (R)Evolution #SLRVLTN

Simone ed io abbiamo pensato di fare un esperimento, nella seconda metà del mese di Agosto.
L’idea è quella vecchissima del “back to back”, attualizzata a quello che è Soul (R)Evolution oggi.
Un ping pong dentro la musica che è associata da un suggerimento, un elemento comune, un passaggio di una storia e che porta altrove.

Un grado di separazione e un percorso che non si sa dove porta, non lo sappiamo nemmeno noi. Ma ci divertiamo a percorrerlo.

Non ci occuperemo delle novità, andremo avanti e indietro nel tempo attraverso il periodo che è delimitato dal DNA di New Vibes, dagli anni 90 ad oggi, con il privilegio di poter raccontare il presente di allora con il senno di poi.
Sarà comunque tutta (o quasi) musica fuori algoritmo, perché se – come in questo caso – si esce dalla zona di conforto bisogna farlo bene.
E soprattutto per questo esperimento ci interessa poi sapere se ti è piaciuto oppure no, se lo hai trovato interessante, divertente o inutile.

E chissà, magari rifarlo un giorno, nel caso in cui ti abbia fatto piacere.

Noi incominciamo a lavorarci, sicuramente partiamo da una delle canzoni che per noi simboleggiano il 1995. E da lì andremo da qualche altra parte, ogni volta, a suonare quei dischi che ci hanno entusiasmato, che ci hanno fatto compagnia e nella maggior parte dei casi di compagnia ce ne fanno ancora perché li ascoltiamo sempre volentieri.

 

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution Header

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution lo puoi ascoltare on demand qui:


Nove 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution Playlist

LUKAS SETTO – Omg

CAMERA SOUL – In The City

RAHSAAN PATTERSON – Catch Me When I Fall

VAN JESS, GOLDLINK – Through Enough

MAHALIA, BURNA BOY – Simmer

B.J. THE CHICAGO KID, AFROJACK – Reach

ABAKAN – Freedom

LOUIS BAKER – Open

GALLANT – Sharpest Edges

NATE WILLIAMS – Completely Yours, Completely Mine

PHILIP BAILEY, BILAL – We’re A Winner

COMMON, DANIEL CAESAR – HER Love

JADEN, KID CUDI – On My Own

ALOE BLACC, JID – Getting Started