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SLRVLTN QUATTORDICI-01-2020 radio milano international

SLRVLTN QUATTORDICI 1 2020 Radio Milano International

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International on demand. Ascoltalo qui:

 

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

 

ALICIA KEYS – Underdog

JOHN LEGEND – Conversations In The Dark

FUTURE, DRAKE – Life Is Good

MAC MILLER – Good News

CELESTE – Stop This Flame

DEVIN MORRISON – Casper

GREG BANKS – Get Lost

DREW – Midnight Moon

KHALID – Eleven

THEOPHILUS LONDON – Cuba

NEZ, SCHOOLBOY Q. – Wild Youngsta

KAYTRANADA, PHARRELL WILLIAMS – Midsection

MATTHEW GRANT – God Only Knows

LUKE JAMES – Blow

COMMON, TOM MISCH – My Fancy Free Future Love

GARY CLARK JR, ANDRA DAY – Pearl Cadillac

SLRVLTN Quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution Header

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution ha suonato su Radio Milano International New Vibes così:

 

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution #playlist

PASTOR MIKE JR – Big

MICHAEL KIWANUKA – You Ain’t The Problem

KRAAK & SMAAK, IZO FITZROY – Sweet Time

LABRINTH – Something’s Got To Give

BRITTANY HOWARD – Stay High

BJ THE CHICAGO KID, PJ MORTON – Too Good

MARC E. BASSY, BLACKBEAR – Just My Luck

TAMARAEBI – Heavens Gate

HER, YG – Slide

MALIA – Fussy

BRANDY – Freedom Rings

COMMON, JILL SCOTT – Show Me That You Love

R.LUM.R. – Cold

GANG STARR, J. COLE – Family & Loyalty

FYB, JACQUEES, DEQUINCY GATES, DC DAVINCI, C-TRILLIONAIRE – The Code

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution Playlist

Uno 10 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Un libro e un disco, di Common, ‘Let Love Have The Last Word’ è il libro, “Let Love” è il disco e sono accomunati dal loro contesto, dal fatto di essere uno parte dell’altro (secondo me inscindibili) e per questo mi sono azzardato ad approfondire l’argomento in un post sul blog.

Let Love Have The Last Word Header

Let Love Have The Last Word

Let Love Have The Last Word: intro

Let Love Have The Last Word è la seconda raccolta di memorie di Common e per dare a quelle pagine il giusto contesto devo partire dalla storia, dall’inizio.

Quello che abbiamo imparato in anni di ascolto del rap, dalla fine degli anni 70, è che i rapper spesso si vantano di cose che non hanno, di vite che non vivono, di carte di credito che non sono di certo nei loro portafogli.

“Ho una Lincoln Continental e una Cadillac con il tetto apribile, quindi dopo la scuola faccio un tuffo in piscina che è proprio sulla facciata”

È il secondo verso di “Rapper’s Delight”, è la spavalderia eccessiva che viene giustificata perché chi la ostenta è riconosciuto come povero e molto probabilmente lo incontravi a fare la coda per il welfare.

All’inzio il rap non era quello che voleva riflettere la realtà, non era a tutti i costi “keeping it real”, era piuttosto una fuga da quello che Marvin Gaye aveva codificato come “Inner City Blues”.
Davvero non era interessante sapere della vita reale quando ti trovavi immerso in un tappeto di rime che ti proiettavano immediatamente in una regione opulenta e ricchissima.

Come quell’universo che racconta Sucker MC’s, anno 1984, di Run-DMC.

Let Love Have The Last Word: le pagine e le barre

Ne è passato di tempo e ne sono state scritte, dette e cancellate di barre in tutti questi anni. Fino ad oggi quando una delle icone del rap contemporaneo, pieno di soldi fino a provarne schifo, con almeno tre dischi fondamentali per il canone hiphop quali “Can I Borrow A Dollar?”, “Resurrection” e “Like Water For Chocolate” (usciti in un periodo di otto anni) guardandosi allo specchio nell’atelier di uno stilista di Los Angeles decide di dare seguito a un pensiero.

Noi lo immaginiamo glamour, in una posizione di assoluto privilegio, eccolo lì, che si rimira in uno specchio indossando vestiti che possono costare come due nostri stipendi.

E invece lui sta pensando ai suoi errori, a quello che ha sottratto a sua figlia (che glielo ha rinfacciato) e ne fa il cuore pulsante di una raccolta di ricordi, un “memoir”, che mette in ordine il concetto di amore per Common. Anche dell’amore negato, di quello sottratto, di quello vissuto o di quello gettato via.

Un uomo, celebre, ricco, al quale secondo noi non manca nulla, che si ritrae in quello specchio: fallibile, vulnerabile, umano.


Let Love Have The Last Word è una dichiarazione di intenti e una miniera di suggerimenti pratici per renderci conto di cosa sia davvero l’amore. Per renderci conto, se mai ce ne fosse bisogno, che l’amore è un impegno costante sia nei confronti di noi stessi che nei confronti di coloro a cui rivolgiamo amore, che l’amore richiede quotidianamente impegno, dedizione e lavoro.

Che l’amore ha l’ultima parola (come suggerisce il titolo) perché spesso è un posto dove si cede a compromessi con lo scopo di trovare terreno comune fra le persone, che l’amore spesso lo usiamo per giustificarci ma appunto lo usiamo come scusa e non come sprone per uscire dalla nostra zona di conforto e andare altrove, rischiando per le altre persone.

Common è bravo con le parole, sia quelle che appoggia su uno strumentale, sia quelle che infila nelle frasi che compongono questo suo secondo libro. La cui colonna sonora è un disco altrettanto interessante.
Due angolazioni diverse che fanno però convergere lo sguardo sul fatto che puoi amare gli altri solo una volta che ami te stesso e metterci davvero il cuore gioca il ruolo più importante.

Quello che emerge, poi, da “Let Love Have The Last Word”, è la consapevolezza di Common in relazione al fatto che da sempre lui abbia voluto essere un artista e abbia voluto utilizzare la sua arte per generare amore. Il messaggio superiore del libro è semplice da formulare ma terribilmente impegnativo da mettere in pratica: devi riconoscere e affrontare i tuoi problemi emozionali prima di poterli risolvere e sistemare.

Lo racconta attraverso la sua esperienza, gli episodi della sua vita, i suoi rimorsi, le cose che con il senno di poi avrebbe fatto in maniera diversa, attraverso l’acquisizione della capacità di ascoltare gli altri, entrare nel loro terreno, come scritto sopra uscendo dalla propria zona di conforto e dalle proprie sicurezze.

Non è sempre facile sapere cosa fare in nome dell’amore. Common racconta che metà della battaglia sta nell’essere presenti. Che questo si traduca nel visitare un detenuto o semplicemente essere più presenti nella vita di una persona cara. Non è sufficiente fare accademia sull’amore riempiendosi la bocca di concetti da offrire a chiunque ci incontri, è l’azione quella che vale.

In parole e musica, lascia che sia l’amore ad avere l’ultima parola. Let Love Have The Last Word.

 

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution Header

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution lo puoi ascoltare on demand qui:


Nove 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

Nove 07 2019 Soul (R)Evolution Playlist

LUKAS SETTO – Omg

CAMERA SOUL – In The City

RAHSAAN PATTERSON – Catch Me When I Fall

VAN JESS, GOLDLINK – Through Enough

MAHALIA, BURNA BOY – Simmer

B.J. THE CHICAGO KID, AFROJACK – Reach

ABAKAN – Freedom

LOUIS BAKER – Open

GALLANT – Sharpest Edges

NATE WILLIAMS – Completely Yours, Completely Mine

PHILIP BAILEY, BILAL – We’re A Winner

COMMON, DANIEL CAESAR – HER Love

JADEN, KID CUDI – On My Own

ALOE BLACC, JID – Getting Started

 

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution header

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution è successo su Radio Milano International New Vibes e puoi ascoltarlo quando vuoi qui (oppure su Spotify e Apple Podcast)

 

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution #playlist

diciotto-06-2019-Soul-(R)Evolution-Playlist

RAPHAEL SAADIQ – Something Keeps Calling Me

GOLDLINK – More

FREDDIE GIBBS & MADLIB – Giannis feat. Anderson .Paak

THE FREE NATIONALS – Time feat. Kali Uchis & Mac Miller

COMMON – HER Love feat. Daniel Caesar

DRAKE – Omertà

OTIS JR & DOCTOR DUNDIFF – The Touch

MAMAS GUN – On The Wire

TANIKA CHARLES – Tell Me Something

VLUSH – First Town Down

LEVEN KALI – Numwrong

GALLANT – Sharpest Edges

STEVEN BAMIDELE – Lighitng Fires

MAC AYRES – Jumping Off The Moon

JORDAN RAKEI – Moda

SAMPA THE GREAT – Final Form

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Una cosa, subito, urgentissima, che è la canzone di Common.

Oltre ad essere un grandissimo pezzo rap è anche una dichiarazione d’amore nei confronti dell’hiphop e del rap (per la parte musicale) e non solo perché si basa su un beat di J Dilla.

Guardalo per credere:

Il comunicato stampa riporta un paio di questioni che ritengo interessante riportare qui:

Nel suo personale lessico, “HER” è l’abbreviazione di “Hip-Hop in its Essence is Real”, già introdotta nel 1994 con “I Used To Love H.E.R.” In questa occasione, Common si accompagna a grandi personalità di ere differenti per un omaggio alla storia dello hip-hop nel suo complesso in “HER Love” con il sostegno di Dilla e l’apporto soul di Caesar. In questo modo riesce nell’intento di illustrare l’evoluzione dello hip-hop negli ultimi 25 anni, chiudendo il cerchio con il suo fondamentale primo contributo al genere del 1994.

Per il video (di ispirazione cinematografica), si è avvalso del talento della registar Savanah Leaf, dallo stile intrigante, a tratti provocatorio, che induce alla riflessione. La proiezione del video presso The Annenberg Space for Photography, nel contesto della riuscitissima mostra “CONTACT HIGH: A Visual History of Hip-Hop” in corso a Los Angeles è stata salutata da un’ovazione.

Quando ti verranno a dire che nella musica black non c’è niente di interessante, fossi in te li manderei a lezione da Common: pochi minuti, decisivi.