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Quattro 06 2019 Soul (R)Evolution

Quattro 06 2019 Soul (R)Evolution ha suonato su Radio Milano International New Vibes e lo puoi riascoltare qui:

Oppure su Anchor o Apple Podcast

Quattro 06 2019 Soul (R)Evolution #playlist

WIL KEY – Red Light

SHAY LIA – Voodoo (Feat. Buddy)

TERRI WALKER – Ok

ADRIAN DANIEL – Near You

KELLY FINNIGAN – I Called You Back Baby

NEAL FRANCIS – These Are The Days

THE HEAVY – Better As One

AE3 – Black Rider

LOUIS BAKER – So Lo

JUST LOUD – Blue On Blue

SEBASTIAN – Run For Me (Feat. Gallant)

TAYLOR BENNETT – No One Outside (Feat. Chance The Rapper, Bianca Shaw)

STEVE LACY – Playground

SEBASTIAN MIKAEL – Time

ARI LENNOX – Static

Ci sono poi due playlist su Spotify, rigorosamente fuori algoritmo che io stesso ascolto spesso. E non perché sono create da due amici, ma semplicemente perché ritengo sia interessante la musica che contengono.
La prima è quella di Simone Cazzaniga (N1G4) ed è la sua imponente #NIGALIST sempre aggiornata.
La seconda si rinnova invece ogni domenica ed è quella di Luca Damiani che ha intitolato Luca_Dam Sunday Drop e spazia anche in territorio italiano.

Quando ti vengono a dire che la musica nuova bella non esiste puoi “agevolare” questi link oltre a quelli più noti che sicuramente già conosci.

 

 

Quattordici 05 2019 Soul (R)Evolution header

QUATTORDICI 05 2019 Soul (R)Evolution

Quattordici 05 2019 Soul (R)Evolution è andato in onda su Radio Milano International New Vibes.
Puoi riascoltarlo qui:

 

Quattordici 05 2019 Soul (R)Evolution #playlist

CIARA – I Love Myself feat. Macklemore

JAMILA WOODS – Baldwin feat. Nico Segal

SIDIBE – Complacent Love

LEVEN KALI – 1 On 1

SG LEWIS – Flames feat Ruel

ISAIAH SHARKEY™ – Time

VEEZO – silentdawn feat. Davide Shorty

GRACE CARTER – Don’t Hurt It Like It Used To

ARI LENNOX – Facetime

EMOTIONAL ORANGES – Good To Me

FLYING LOTUS – More feat. Anderson .Paak

SUBSTANCE ABUSE – Bridges feat. Aceyalone

MARY J. BLIGE x NAS – Thriving

KELLY FINNIGAN – Every Time It Rains

Quattordici 05 2019 Soul (R)Evolution playlist

Quattordici 05 2019 Soul (R)Evolution #fuori(R)Evolution

Qui doveva esserci un appunto esteso su uno dei dischi più belli del mondo, che è Legacy! Legacy! di Jamila Woods.
Poi l’appunto si è allargato, si è esteso ed ha inanellato più frasi di quante mi aspettassi e quindi è diventato qualcosa di diverso, un contenuto a parte, un sentiero diverso.
Che puoi trovare qui.

Però sul tubo è arrivato un video che rappresenta Anderson .Paak come dj droide ed è frutto della collaborazione tra Flying Lotus e Shinichiro Watanabe (che è la mente e l’arte dietro la rivoluzione anime di Cowboy BeBop, per intenderci, film di animazione western che coniuga il noir degli anni 40, le arti marziali e il jazz).
I due non potevano stare distanti più di tanto, è evidente, in quanto anche Flying Lotus ama spezzare i confini e gli schemi dei generi quando si mette a fare musica.
Flying Lotus e Watanabe hanno collaborato in passato al corto di Watanabe ‘Blade Runner: Blackout 2020’ e lo faranno ancora su un progetto che al momento si intitola ‘Carole & Tuesday’ del quale ancora non si sa nulla.

Intanto la loro verve visionaria è condensata nella storia che accompagna i tre minuti di ‘More’ che abbiamo ascoltato alla radio e fa parte del nuovo progetto di Flying Lotus in uscita il 24 maggio prossimo anche in un’edizione vinile con una copertina degna di nota (la puoi vedere qui)

 

TRENTA 04 2019 Soul (R)Evolution Header

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution è andato in onda su Radio Milano International New Vibes ed è ora disponibile on demand. Ascoltalo qui:

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution #playlist

THE O’JAYS – Stand Up (Show Love)

KELLY FINNIGAN – I’ll Never Love Again

TANIKA CHARLES – Dans Les Nouages

NICOLE BUS – You (feat. Ghostface Killah) Remix

ANTHONY EVANS – Fighting For Us

BJ THE CHICAGO KID – Time Today

PINK SWEAT$ – Coke And Henny Pt 2

LIZZO – Soulmate

TANK AND THE BANGAS – Nice Things

ROMDERFUL x SHAKKA, DOUNIA – Run Tings

RAYANA JAY – Love Me Like (feat. DUCKWRTH)

LOYLE CARNER & TOM MISCH – Angel

JORDAN RAKEI – Say Something

RASHAAN PATTERSON – Sent From Heaven

TONY MOMRELLE – Sunshine (feat. Ben Jones)

THE BRAND NEW HEAVIES – Getaway (feat. N’Dea Davenport)

TAHIRAH MEMORY – Wait

TRENTA 04 2019 Soul (R)Evolution Playlist

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution #fuori(R)evolution

Quando mi trovo costretto a chiarire cosa significhi per me “la nuova musica” o il significato che viene dato da me a quell’hashtag #newmusicalert sembra impossibile farlo quando alla radio inizi un episodio con The O’Jays in Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution (sì, questo di mettere tutto per esteso e con la data è un vezzo tipografico, me lo fai passare?)

The O’Jays. Sì, perché loro ci sono dal 1958 (millenovecentocinquantotto), non da ieri, e dopo trenta dischi (esclude le raccolte e le incisioni live) arriva il trentunesimo. Perché pare brutto dopo aver fatto trenta – e visto che siamo in ballo –  non fare trentuno.

Ma quando lo ascolti, quel disco, quel “The Last Word” (nel senso che pare vogliano ritirarsi ufficialmente dopo il tour da completare negli Stati Uniti), ti rendi conto che è musica nuova. Che non sarebbe esistita nel 1958, 68, 78 e nemmeno nell’88 o nel 98. È musica di oggi ed esiste da oggi.

Così come è musica nuova quella di Kelly Finnigan, moderno cantastorie soul, o musica nuova quella di Tanika Charles che ci dice che il posto lasciato vuoto da Diana Ross adesso lo occupa lei, con un secondo disco sicuramente migliore addirittura del pregevole “Soul Run” che ne sanciva il debutto. “The Gumption” è prodotto anche da Chin Injeti (Drake, Eminem, Aloe Blacc, P!nk, 50 Cent, insomma gente che quando Diana Ross vendeva tanti dischi non era nemmeno nata).

E poi, suvvia, come fa ad essere musica nuova una roba con il Wu Tang Clan? La storia che c’è dietro al remix di “You” per Nicole Bus fatto da Ghostface Killah l’ho raccontata alla radio.

Ecco il motivo per cui tutta questa è musica nuova. Non è un motivo banale, non è semplicemente per il fatto che siano dischi usciti di recente, non è soltanto un fatto di anagrafe e di tempi.

Più che altro è un fatto di attitudine, è una dichiarazione ferma e precisa che siccome la musica di matrice black (già, black is the new black, l’ha inventata Andrea Ercolani questa cosa e di questo gliene sono debitore) vive ed esiste grazie alle contaminazioni forse oggi ci è sfuggita dal controllo.

Il controllo del parruccone incipriato che pensa che è nuovo solo quello che è “fatto strano”, che “non l’ho mai sentito prima”, che “ma è uscito la settimana scorsa, è vecchio, oggi c’è la nuova band elettroemozionale eterea” oppure c’è la posa di affermare che Anderson .Paak suona “retrò”.

Un controllo che si spezza quando si cerca di decodificare uno spirito, una musica che resta con la matrice sempre ben piantata nelle proprie origini (e quindi andiamo indietro fino agli anni sessanta) ma che non ignora quello che tutto questo tempo ha portato, assorbito, scartato a volte troppo in fretta, custodito.

Perché prova a spiegarlo tu al parruccone che fino a qualche anno fa andava in giro a sbandierare come capolavori pezzi di musica che vivevano di campionamenti, di pezzi di musica altrui, generalmente di parecchi anni prima.

E poi prova a spiegargli che oggi quello che lui – a mò di disprezzo, poverino – chiama retro soul noi lo chiamiamo “rinascimento del soul classico” perché non è “retro” non è mai stato superato e soprattutto non è mai andato via.

E che quando nel 1995 ascoltava 2Pac dentro c’era anche Isaac Hayes (con un pezzo del 1969) e che quando andava in giro a vantarsi di aver scoperto “C.R.E.A.M.” del Wu Tang Clan dentro c’era anche “As Long As I’ve Got You” delle Charmels che oggi è dentro “You” di Nicole Bus, in playlist questa settimana.

Oppure a quell’altro parruccone per il quale dopo Otis Redding c’è stato solo il diluvio e che quindi noi, poverini, dal 1967 ad oggi abbiamo ascoltato soltanto cose scadenti?

No, dico, provi a spiegarglielo tu? Dai.

Magari iniziando con la frase che per me è diventata un classico: “Una volta uscito dall’algoritmo non hai nemmeno idea di che meraviglie ci siano là fuori”.

Kelly Finnigan SLRVLTN Header

Kelly Finnigan – The Tales People Tell

Kelly Finnigan, per chi bazzica il terreno dove si sta consolidando il rinascimento del soul classico, è noto come anima, tastierista e voce di Monophonics.
Una band che ha mutuato la caratteristica del proprio suono dalla tecnica che utilizza per le registrazioni: alla vecchia maniera, suonando tutti insieme e registrando su un otto piste. Essenziale, ruvido, analogico.
Dai un ascolto a ‘Sound Of Sinning’ del 2015 per approfondire meglio.

Il 26 Aprile scorso, Kelly Finnigan è uscito con il suo primo disco solista, “The Tales People Tell”.
Dieci tracce di soul scritte e seguite dalla nascita fino alla loro realizzazione attraverso un percorso durato due anni.

Kelly Finnigan Vinile

Kelly Finnigan – The Tales People Tell

Dieci tracce che hanno i piedi piantati in quello che è il “rinascimento” del soul classico ma che si sporca con l’R&B e l’Hiphop. Dieci tracce che Kelly realizza (dalla scrittura alla produzione) suonando dieci strumenti e facendosi aiutare in alcuni passaggi da alcuni amici come James Gadson (con Bill Withers, Marvin Gaye e Beck) alla batteria, dagli amici Monophonics e dal padre, quel Mike Finnigan che ha suonato con Jimi Hendrix, Joe Cocker ed Etta James.

Il risultato di ‘The Tales People Tell’ di Kelly Finnigan è uno di quei dischi che apparentemente non ha tempo, che alterna momenti di tenerezza a sprazzi di puro southern soul.
Siamo nel 2019 e gli arrangiamenti sono decisamente più elaborati, si sente, stesi ad enfatizzare i colori vocali di Kelly Finnigan nel migliore dei modi.

Un centro pieno. Un altro bellissimo colpo per l’ottima Colemine Records che continua il suo percorso di etichetta indipendente attenta a quel che si muove per davvero nel suo ambito di interesse (ovvero le sonorità classiche di blues e soul che arrivano oggi dagli Stati Uniti).

“I Called You Back Baby” è uscita come scheggia impazzita da qualche cassetto di Otis Redding, “Can’t Let Him Down” è vicina a Delfonics che ad un certo punto impazziscono e virano verso il Gaye più classico sostenuto dai cori (una meraviglia che a parole non si riesce a descrivere) e chiude splendidamente il lavoro proprio come quelle canzoni che una volta finite ti fanno venire voglia di ricominciare ad ascoltare tutto da capo.

Uno di quei dischi che pur facendo parte innegabile del rinascimento del soul si mostra compatto, formato da dieci tracce che non hanno lasciato posto per riempitivi (e sì, potrebbero essere tutti singoli pur dando al lavoro un corpus unico nel suo sviluppo) ma che si assestano fra le uscite di questo ambito come le pagine tra le migliori del 2019 e forse di tutto il “movimento”.

“Per me me soul, r & b, doo wop e gospel sono tutti collegati e fanno parte della stessa famiglia quindi non è stato affatto difficile (comporre queste canzoni). Sapevo di voler creare un disco soul che mettesse insieme tutti questi stili poiché è la musica che amo di più. Ero consapevole di voler mettere la stessa quantità di “vibe” in ogni canzone in modo che l’ascoltatore potesse sentirlo e assicurandosi che ogni canzone avesse quel detto “vibe” è la cosa più importante per me quando si crea un disco.”

Aspetto non trascurabile, nel lavoro di Kelly Finnigan, è quello di “cantastorie”. Ogni canzone ne racconta una e da qui anche il titolo del disco, immancabile se questo ambito della musica black (anche se “blue-eyed”) ti ha già conquistato con Durand Jones, Ben Pirani, Sharon Jones, Lee Fields e Charles Bradley. O, prima ancora, con Curtis Mayfield, Marvin Gaye e tutto quel soul che è arrivato come evoluzione del Doo-Wop.

Tales People Tell è disponibile su Amazon oppure dal mio negozio online preferito che è HHV a Berlino e che ha sempre disponibili parecchi dischi della Colemine ed è gestito da bella gente.