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SLRVLTN ventotto 01 2019

SLRVLTN Ventotto 01 2020 Radio Milano International

Radio Milano International presenta SLRVLTN Ventotto 01 2020 on demand:

 

SLRVLTN Ventotto 01 2020 Radio Milano International playlist

SLRVLTN Ventotto 01 2020 playlist

J.D’s TIME MACHINE, CORNELL CARTER – Off The Grid

IZO FITZROY – Blind Faith

CELESTE – Stop This Fire

GREGORY PORTER – Revival

OMAR, TERRI WALKER – Pass It On

MAC MILLER – Blue World

KAYTRANADA, TINASHE – The Worst In Me

LION BABE – Hot In Herre

THE DINING ROOMS – When You Died (Martellotta Rework)

JOSÈ JAMES, ALOE BLACC – Turn Me Up

JP COOPER – In These Arms

GREG BANKS – Drive Slow

MAE MULLER – Therapist

ARIN RAY – The Get Down

LET, CISCERO – Trouth

ZAC FLEWIDS, BERTHOLET, STYN – Hope They Love Me

Mac Miller Header

Mac Miller 2020

Mac Miller è senza alcun dubbio uno dei talenti che ci mancano, oggi.
E ci manca dal 7 Settembre 2018.
Dal 17 Gennaio è disponibile ‘Circles’, il disco pubblicato postumo sul quale stava lavorando come seguito ideale di ‘Swimming’ uscito nel 2018.

Ecco, ora potrei raccontare come vedo io il disco, ‘Circles’, ma siccome lo ha fatto benissimo Michele Boroni lascio il link a quello che ha scritto lui.

Mac Miller: dietro i cerchi.

Dietro il disco c’è un rapporto tra persone.

In particolare quello tra Mac Miller e Jon Brion che ha prodotto anche ‘Swimming’ e che sapeva che i piani di Mac fossero quelli di far uscire l’album nel 2018, poi andare in tour e una volta tornato lavorare per finire il lavoro già iniziato e portato avanti per un seguito che poi oggi è ‘Circles’.

Ora, immagina l’interno di uno studio con un tizio in t shirt, bermuda e beanie e Jon Brion alle prese con qualcosa su cui sta lavorando, mettiamo una colonna sonora tipo quella di Eternal Sunshine Of The Spotless Minds (che ha composto lui). Come tempo facciamo primavera 2017.

“Oh, io ho seriamente voglia di lavorare con te, ma credo tu possa avere qualche pregiudizio musicale contro l’hiphop o nei confronti della gente che fa i beat. Nel senso che io non lo so se per te quello che faccio io sia considerata musica.”

Al che Jon risponde semplicemente che “assolutamente no, è tutto espressione umana, per cui no, non ho alcun pregiudizio. Ma poi lo sai che sul dizionario Webster la musica è definita come ‘suono organizzato’? E che più ci pensi sotto questo aspetto e più diventa meravigliosa?”

Che poi, come sottolinea Michele, Brion aveva già avuto a che fare con l’hiphop quando venne chiamato con forza e contro tutti da Kanye West come co produttore di ‘Late Registration’ (e io ci leggo una infinità umiltà di Mac Miller ma forse sono io che divento sentimentale).

Ecco, ‘Swimming’ è iniziato così. E poi si è sviluppato tutte le volte che Mac Miller e Jon Brion si sono incontrati. Uno per far sentire le cose nuove e decidere quali sarebbero andate su ‘Swimming’ e quali su ‘Circles’, l’altro per riportare il materiale su cui aveva lavorato e andare avanti con i progetti, le idee, la musica.

“Ecco, Mac, questa idea è fantastica, solo che io ci sento il basso che dovrebbe spingere di più.”

“Hai ragione Jon, lo penso anche io ma non so come farlo. Mi aiuti tu?”

Ecco, questo è Mac Miller.

E nel tempo in cui hanno lavorato (tanto) insieme, Mac ha trovato in Jon lo strumento per far suonare la musica come lui l’aveva in testa. Come quella volta che cambiò tutto perché Mac prese il coraggio necessario per far sentire a Jon alcune idee che non erano proprio hiphop ma che hanno acceso Jon come un albero di Natale e tante di quelle cose le ha messe in ‘Circles’.

Che forse è un disco speciale proprio per questo.

Ma torniamo indietro, perché Mac e Jon finiscono ‘Swimming’ e si salutano. Poi il disco esce, Mac Miller parte in tour, poi non torna più da Jon.
Da Jon si presenta la famiglia di Mac, nel Febbraio del 2019, con delle chiavette USB, qualche disco fisso, forse qualche file con delle note vocali.

Era tutto quello che Mac stava preparando per Jon, ma ancora non glielo aveva fatto ascoltare. E lì dentro c’erano la cover di Arthur Lee, c’era ‘Blue World’ e tutte e due erano già belle che pronte.
Poi Jon aveva tutto il materiale che avevano già pressoché sistemato almeno alla buona prima del tour.

Jon decide di portare a termine quel disco, facendo un grandissimo lavoro per preservare l’origine e toccare il meno possibile. Per lasciare intatta la curiosità artistica di un talento come quello di Mac Miller. Per lasciare che i suoi pensieri fossero quelli che lui stesso aveva completato, quelli che già gli piacevano come erano venuti.

E ‘Circles’ funziona alla perfezione perché non è il disco di un artista che viene pubblicato postumo dove chiunque ha aggiunto qualcosa di suo. ‘Circles’ di Mac Miller funziona perché è un disco nato dalla collaborazione di due talenti e come nel vero lavoro di squadra quando un elemento è debole, il lavoro che manca lo fanno gli altri.

Io la storia la chiudo qui. Se non lo hai ancora fatto, qui sotto puoi ascoltare tutto il disco e finisco campionando dalla recensione di Michele la sua frase finale, che trovo l’unica possibile per chiudere un discorso su ‘Circles’ di Mac Miller: “uno dei migliori (e tristi) dischi postumi degli ultimi anni”.

 

SLRVLTN QUATTORDICI-01-2020 radio milano international

SLRVLTN QUATTORDICI 1 2020 Radio Milano International

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International on demand. Ascoltalo qui:

 

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

 

ALICIA KEYS – Underdog

JOHN LEGEND – Conversations In The Dark

FUTURE, DRAKE – Life Is Good

MAC MILLER – Good News

CELESTE – Stop This Flame

DEVIN MORRISON – Casper

GREG BANKS – Get Lost

DREW – Midnight Moon

KHALID – Eleven

THEOPHILUS LONDON – Cuba

NEZ, SCHOOLBOY Q. – Wild Youngsta

KAYTRANADA, PHARRELL WILLIAMS – Midsection

MATTHEW GRANT – God Only Knows

LUKE JAMES – Blow

COMMON, TOM MISCH – My Fancy Free Future Love

GARY CLARK JR, ANDRA DAY – Pearl Cadillac

SLRVLTN Quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution header

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution è successo su Radio Milano International New Vibes e puoi ascoltarlo quando vuoi qui (oppure su Spotify e Apple Podcast)

 

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution #playlist

diciotto-06-2019-Soul-(R)Evolution-Playlist

RAPHAEL SAADIQ – Something Keeps Calling Me

GOLDLINK – More

FREDDIE GIBBS & MADLIB – Giannis feat. Anderson .Paak

THE FREE NATIONALS – Time feat. Kali Uchis & Mac Miller

COMMON – HER Love feat. Daniel Caesar

DRAKE – Omertà

OTIS JR & DOCTOR DUNDIFF – The Touch

MAMAS GUN – On The Wire

TANIKA CHARLES – Tell Me Something

VLUSH – First Town Down

LEVEN KALI – Numwrong

GALLANT – Sharpest Edges

STEVEN BAMIDELE – Lighitng Fires

MAC AYRES – Jumping Off The Moon

JORDAN RAKEI – Moda

SAMPA THE GREAT – Final Form

Diciotto 06 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Una cosa, subito, urgentissima, che è la canzone di Common.

Oltre ad essere un grandissimo pezzo rap è anche una dichiarazione d’amore nei confronti dell’hiphop e del rap (per la parte musicale) e non solo perché si basa su un beat di J Dilla.

Guardalo per credere:

Il comunicato stampa riporta un paio di questioni che ritengo interessante riportare qui:

Nel suo personale lessico, “HER” è l’abbreviazione di “Hip-Hop in its Essence is Real”, già introdotta nel 1994 con “I Used To Love H.E.R.” In questa occasione, Common si accompagna a grandi personalità di ere differenti per un omaggio alla storia dello hip-hop nel suo complesso in “HER Love” con il sostegno di Dilla e l’apporto soul di Caesar. In questo modo riesce nell’intento di illustrare l’evoluzione dello hip-hop negli ultimi 25 anni, chiudendo il cerchio con il suo fondamentale primo contributo al genere del 1994.

Per il video (di ispirazione cinematografica), si è avvalso del talento della registar Savanah Leaf, dallo stile intrigante, a tratti provocatorio, che induce alla riflessione. La proiezione del video presso The Annenberg Space for Photography, nel contesto della riuscitissima mostra “CONTACT HIGH: A Visual History of Hip-Hop” in corso a Los Angeles è stata salutata da un’ovazione.

Quando ti verranno a dire che nella musica black non c’è niente di interessante, fossi in te li manderei a lezione da Common: pochi minuti, decisivi.