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SLRVLTN Ventuno 01 2020 Radio Milano International

Radio Milano International presenta SLRVLTN Ventuno 01 2020.

Qui ascolti l’on demand:

 

SLRVLTN Ventuno 01 2020 Radio Milano International playlist

OLA ONABULE – Conceive It

GREGORY PORTER – Revival

FARR – Heal Me

CAUTIOUS CLAY – Erase

FREE NATIONALS, BENNY SINGS – Apartment

PIECES OF A MAN – Nothing To Lose, Pt. 1

ALLEN STONE – Sunny Days

THUNDERCAT, STEVE LACY, STEVE ARRINGTON – Black Qualls

NEZ, SCHOOLBOY Q – Wild Youngster

MICK JENKINS – Carefree

DREAMVILLE, ARI LENNOX – Bussit

DVSN – A Muse

THE WEEKND – Blinding Lights

THEOPHILOUS LONDON, TAME IMPALA – Only You

BLACKBEAR – Me & Ur Ghost

JOHN LEGEND – Conversations In The Dark

Ola Onabule

Ola Onabule 2020

Ola Onabule è uno di quegli artisti che quando incroci tieni con te per sempre.

E non è uno di quelli che fa musica semplice, tutt’altro, però fa musica che ti rimane addosso. Così come le storie che racconta.

All’interno delle sue canzoni puoi marciare per rivendicare il tuo diritto, puoi ballare fino a che non ti fanno male i piedi oppure puoi sederti e ascoltare le vite e i punti di vista di altri. Altri che domani potrebbero anche essere te.

Ecco, la sua forza è quella lì, quella di entrare in empatia. Facendolo con classe. A volte in punta di piedi. Sempre in maniera estremamente elegante.

Ascoltando la sua musica, a partire dal debutto del 1997 (ma prima ci sono state altre uscite, dai un’occhiata a Discogs ad esempio) è lampante realizzare che qualcosa di bellissimo sta per succedere.

E succede con ‘Unchain’

Da lì ci sono altri sette dischi nella strada che si fa per arrivare alla sua ultima uscita, “Point Less”. Su questa strada incrociamo alcune gemme che ancora oggi porto sempre con me come ad esempio questa:

E più avanti nel tempo, c’è un disco che rappresenta una svolta per Ola, “It’s The Peace That Deafens” in cui vengono al pettine alcuni dei nodi della situazione in Nigeria, dove si parla anche di Yoruba ‘Ornumilla’, di Nigeria (nella canzone che intitola l’album) e della storia autobiografica di un padre che vede allontanarsi la figlia dal nido per seguire la propria vita (nella delicatissima ‘The Girl That She Was’).

Una svolta artistica che non rinnega nulla del passato ma pone l’accento sulla parte jazz della mescola artistica di Ola Onabule, portando l’asticella verso una musica più “alta” e più  in evidenza rispetto al passato.

Il suo lavoro più recente è “Point Less”che è sia il seguito del precedente “It’s The Peace That Deafens” che l’attestato di quella svolta di cui leggevi sopra.

Rappresenta, ‘Point Less’,  sia una celebrazione della vita che una presa di coscienza relativa alle forze sociali che la minacciano. I temi diventano ancora più duri.
Nelle storie di ‘Point Less’ ci sono la violenza, l’immigrazione, la xenofobia, il tradimento e la dignità.
Temi che non sono nuovi nelle storie di Ola, ma che qui assumono i toni più diretti possibili e che ci riportano un disco sì triste, ma ottimista. Quanto meno speranzoso nei confronti di un futuro che si possa costruire a partire da questo presente apparentemente inutile, appunto pointless.

Nel disco c’è tutto il soul di un individualista che ha assorbito i suoni della sua giovinezza (nato in Inghilterra, cresciuto in Nigeria e tornato in Gran Bretagna dove adesso vive).

L’autosufficienza pratica è sempre stata il mio mantra per la sopravvivenza nel mondo musicale. Ho sempre sentito che le parti creative della scrittura, della produzione e della registrazione delle canzoni fossero semplicemente fasi diverse di un singolo processo

E questo processo per Ola Onabule si solidifca in “Point Less”. Dentro a quello che non è un concept album, ma comunque un disco con un filo conduttore ci sono le storie nuove.

Ola Onabule: Point Less

Come quella raccontata in ‘The Old Story’: il punto di vista di un uomo che ha commesso un omicidio e che in un certo senso si giustifica ponendosi domande filosofiche sulla società le cui risposte gli conferiscono il potere di decidere sulla vita e sulla morte dei suoi simili nel contesto storico in cui opera.

Che si collega alla canzone che intitola il disco: ‘Point Less’ è la fotografia di come la violenza sia inutile e di come, oggi, spesso la tendenza delle persone sia quella di puntare il dito sulla vittima piuttosto che sul carnefice per quel che riguarda i soliti giudizi colmi di aridità e cattiveria.

Qualche traccia più avanti ci porta a ‘Suru Lere’ che è un posto in cui gli africani di reimpatriati dagli Stati Uniti si stabilivano nel diciannovesimo e ventesimo secolo e viene usata come metafora di un posto in cui governano la pace e la tranquillità sociale. Un canto che esorta i figli della diaspora (di cui si parla anche nel disco precedente) a tornare ad un’ideale Suru Lere abbandonando le aberrazioni e le politiche razziali che li affliggono.

Ancora ci sono riferimenti a “We And They“, il poema di Rudyard Kipling, al razzismo e all’uguaglianza, alla vacuità delle parole di condoglianze e cordoglio quando non sono seguite da azioni concrete (e questa situazione è decisamente universale) o una coppia di canzoni legate dalla storia che raccontano. Una dal punto di vista esterno dell’omicidio di un padre davanti alla figlia e alla moglie e l’altra dalla prospettiva di un cronista, lontano, che racconta il fatto interrogandosi su come il tappeto sociale possa permettere che queste cose accadano.

E alla fine di questa storia c’è ‘Conceive It’. Il nuovo singolo, dove l’ascoltatore diventa attore principale. Gli viene chiesto di immaginare un mondo distopico in cui l’assurdo è la norma. Alla fine si percepisce che il mondo che gli viene chiesto di immaginare è quello in cui abitiamo.

And they’ll conceal it,
Not with loud words, of an enemy, but with gold silence
Of a cold society, hardened to violence
Where to speak of unity only makes no sense.

Open up your eyes and see
It’s already happening.
It’s how things already.


Ecco, questa è solo una piccola finestra su un mondo esageratamente ricco nel quale anche tu sei il benvenuto. Ci vuole solo un po’ di tempo per ascoltare tutto, come si deve fare sempre con le belle storie. Anche quando sono amare, perché in quelle storie alla fine resta sempre almeno uno spiraglio di speranza.

Spotify ha compilato una playlist con le sue tracce essenziali che trovi qui sotto:

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Tre 09 2019 Soul (R)Evolution

Tre 09 Soul (R)Evolution su Radio Milano International accade il martedì alle 9 di sera su Radio Milano International New Vibes. Poi si veste da ‘podcast’ e lo trovi on demand qui:

Tre 09 Soul (R)Evolution #playlist

Tre 09 2019 Soul (R)Evolution playlist

MYLES SANKO – Promises

SIMPLY RED – Thinking Of You

BJ THE CHICAGO KID – Champagne

GALLANT – Sleep On It

NOAH SLEE – Still

ARIN RAY, KHELANI – Change

KYLE, TEYANA TAYLOR – F You I Love You

MISSY ELLIOTT, SUM1 – DripDemeanor

PUSHA T, LAURYN HILL – Coming Home

REECE – Too Much

DRAM, H.E.R., WATT – The Lay Down

RAPHAEL SAADIQ – Rikers Island

SiR – You Can’t Save Me

SAMM HENSHAW – The World Is Mine

ROMERO MOSLEY, LORINE CHIA, CHIRÈ THE MAESTRO – Friendzone

OLA ONABULE – Point Less

Tre 09 Soul (R)Evolution #slrvltn

Dopo la pausa di mezza stagione dove io e Simone ci siamo divertiti con la formula ‘Rewind’ il rientro è stato bellissimo.
A fare in modo che la bellezza fosse tangibile ci hanno accolto immagini sensazionali, come quelle che riporto qui sotto fra la performance magica di Missy Elliott agli MTV Video Award e il video di DRAM con H.E.R. che sono due espressioni di quello che il fuori algoritmo rappresenta. Insieme a qualcosa di estremamente divertente e abrasivo da parte del buon A$AP Rocky.

Una carriera condensata in sette minuti, per Missy Elliott, che manda tutti a casa con un mini show davvero ben orchestrato fra specchi, giochi di luce, alieni, voli all’interno dell’arena e coreografie che strappano più di un “wow”. Il tutto su un tappeto di pezzi che non hanno davvero bisogno di alcuna presentazione.

DRAM, da parte sua, vuole affermare che il suo ruolo all’interno del RnB contemporaneo sarà predominante. Iniziando dalla sua dichiarazione durante la presentazione di ‘The Lay Down’ che farà parte del suo prossimo disco (il secondo): Ci sono pochi cantanti in giro, è ora di rimettere il cantato al centro dell’RnB. Come a sottolineare anche da parte sua che l’RnB è vivo e lotta insieme a noi, basta che ci siano artisti pronti a mettersi in gioco con il proprio talento (come succede in parte per Anderson .Paak, poi con Raphael Saadiq e con BJ The Chicago Kid e Johnta Austin giusto per nominare quelli con dischi recenti in giro).
Insieme a H.E.R. ormai star dell’RnB contemporaneo e al prezioso intervento in produzione (e alla chitarra) di Watt c’è anche il video, meraviglioso.

E poi c’è A$AP Rocky che dopo l’assurda vicenda che lo ha visto imprigionato in Svezia la racconta a modo suo con una traccia che intitola ‘Babushka Boi’ e che rappresenta con un video estremamente divertente e – diciamolo chiaramente – decisamente critico verso le forze dell’ordine.
Il gioco, per noi, è quello di indovinare chi sono gli amici di A$AP Rocky nelle immagini decisamente ispirate da un fumetto classico quale Dick Tracy.

 

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution header

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution

Ventitre 07 2019 Soul (R)evolution ha suonato così:

 

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution #playlist

OLA ONABULE – I Knew Your Father

SEBASTIAN KOLE – Numb

BEYONCE, JAY-Z, CHILDISH GAMBINO – Mood 4 Eva

SAM SMITH – How Do You Sleep?

YUNA, TYLER THE CREATOR – Castaway

BJ THE CHICAGO KID, AFROJACK – Reach

RAHEEM DEVAUGHN – K.I.N.G.

JOHNTA AUSTIN – Love Angel

BRIK LIAM – Some Other Dude

XAMVOLO – In Love And War

EMMAVIE – High Off This

R. LUM. R. – How This Feels

SINEAD HARNETT, GALLANT – Pulling Away

SONDREY – Into The Night

NATE WILLIAMS – Love’s Disguise

Ventitre 03 Soul (R)Evolution Playlist

Ventitre 07 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Personalmente non finirò mai di sostenere che sono gli artisti a provvedere il carburante per questa piccola cosa alla radio che abbiamo chiamato Soul (R)Evolution.
E non perché alla radio un artista riceva promozione (quella la riceve da diversi canali ed è un meccanismo strano, intricato e decisamente poco affascinante da raccontare), ma perché ritengo sia un dovere di chi fa radio tenere in considerazione questa cosa e dare spazio a chi merita e non a chi rientra nelle maglie di un algoritmo o – peggio ancora – di ingredienti precotti ad arte.

La radio come ulteriore passaparola, la radio come punto di incontro fra chi crea la musica e la condivide con il mondo e chi la ascolta, si immedesima e ne trae beneficio. Fra chi la scrive da zero e chi la sceglie per accompagnare momenti della propria vita.
A chi non è capitato, ancora oggi, di ascoltare una canzone degli anni 70 o 80 e ricordare quanto quella sia stata una colonna sonora di momenti della propria vita?
Ecco, tanti.
E così funziona oggi. Quello che oggi ascoltiamo possiamo scegliere di farlo diventare commento sonoro ai momenti delle nostre giornate. Che fanno parte del nostro presente, del nostro quotidiano e che non sono necessariamente giornate stracolme soltanto di nostalgia.

Sono gli artisti quelli che ci danno questa possibilità ed è secondo me dovere delle radio quello di esporli, quello di effettuare una prima scelta, di dare una bussola come è scritto in questa parte del sito.

Perché ciascuno di noi non mangia solo pasta al pesto, perché ciascuno di noi non beve soltanto Coca Cola, perché ciascuno di noi non percorre sempre la stessa strada, perché ciascuno di noi non fa le cose sempre nello stesso modo, perché siamo tutti d’accordo che nel 1983 ballavamo altre cose in discoteca (oggi nemmeno ci andiamo più, forse) ma altrettanto oggi la nostra vita è diversa.
Ricordiamola con gioia la colonna sonora dei nostri anni 70, 80 e anche 90 e per non renderla un museo accostiamola alla colonna sonora del 2019 che ci viene offerta con entusiasmo sempre crescente da artisti che stanno crescendo. E che meritano tutta la nostra attenzione.

Non è vero che non c’è più bella musica, è vero che va cercata con la stessa passione e curiosità di sempre da altre parti e con strumenti nuovi che prima nemmeno esistevano.

Mi piace ricordare il passato, ma sei d’accordo con me quando ti faccio notare che è impossibile riviverlo. E che il presente è un momento bellissimo e va goduto fino in fondo. O no?