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SLRVLTN QUATTORDICI-01-2020 radio milano international

SLRVLTN QUATTORDICI 1 2020 Radio Milano International

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International on demand. Ascoltalo qui:

 

SLRVLTN quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

 

ALICIA KEYS – Underdog

JOHN LEGEND – Conversations In The Dark

FUTURE, DRAKE – Life Is Good

MAC MILLER – Good News

CELESTE – Stop This Flame

DEVIN MORRISON – Casper

GREG BANKS – Get Lost

DREW – Midnight Moon

KHALID – Eleven

THEOPHILUS LONDON – Cuba

NEZ, SCHOOLBOY Q. – Wild Youngsta

KAYTRANADA, PHARRELL WILLIAMS – Midsection

MATTHEW GRANT – God Only Knows

LUKE JAMES – Blow

COMMON, TOM MISCH – My Fancy Free Future Love

GARY CLARK JR, ANDRA DAY – Pearl Cadillac

SLRVLTN Quattordici 1 2020 Radio Milano International Playlist

Due 07 2019 Soul (R)Evolution header

Due 07 2019 Soul (R)Evolution

DUE 07 Soul (R)Evolution è successo su Radio Milano International New VIbes ed è disponibile on demand qui:

Due 07 Soul (R)Evolution #playlist

ABAKAN – Freedom

DANIEL CAESAR – Cyanide

COL3TRANE – Heroine

SG LEWIS & HONNE – Overdose

MICHAEL KIWANUKA & TOM MISCH – Money

THE NICEGUYS – Where This Can Go Feat Aaron Abernathy

CAMERA SOUL – Existence

NATE WILLIAMS – Already Gone

ISAIAH SHARKEY – Eternal Flame

RAHEEM DEVAUGHN – Rose Gold

BLACK PUMAS – Colors

LORINE CHIA – Needed

JAMILA WOODS – Baldwin Feat Nico Segal

STEALTH – Never Say Die

HER & YBN CORDAE – Racks

FARR – Someway Somehow

Due 07 2019 Soul (R)Evoluton Playlist

Venticinque 06 2019 Soul (R)Evolution Header

Venticinque 06 2019 Soul (R)Evolution

Venticinque 06 2019 Soul (R)Evolution, l’appuntamento con la musica fuori algoritmo di Radio Milano International New Vibes,  è disponibile on demand qui

Venticinque 06 2019 Soul (R)Evolution #playlist

LASPERANZA – Working Day And Night Feat. Kayleigh O’Neill

MICHAEL KIWANUKA & TOM MISCH – Money

CAMEO – El Passo

DAVIE – G.R.I.T.S.

KOTA THE FRIEND – Alkaline

LUPE FIASCO – Run Game

LUCKY DAYE – Real Games

JORDAN RAKEI – Say Something

ISAIAH SHARKEY – Psychomajestickcomalikelove Feat. Robert Glasper

LOUIS BAKER – Figure 8

FARR – Someway Somehow

MAMAS GUN – You Make My Life A Better Place

SNOH AALEGRA – Find Someone Like You

LA LA MUSIQ – Be Like You

LABRINTH – Miracle

Venticinque-06-2019-Soul-(R)Evolution-Playlist

Venticinque 06 2019 Soul (R)Evolution #slrvltn

Il 25 Giugno di dieci anni fa è scomparso Michael Jackson.
Per un suo ricordo mi sono fatto aiutare da Gabriele Antonucci, giornalista di Panorama e autore del volume Micheal Jackson la musica il messaggio e l’eredità artistica fuori per Hoepli.

La chiacchierata integrale la trovi qui:

 

Il mio ricordo di Michael Jackson sarebbe lunghissimo, il primo contatto fu con ‘Don’t Stop Til You Get Enough’ (mica per altro, ma l’urletto iniziale me la fece adorare anche se la comprensione della musica in genere non è poi così profonda in un dodicenne e io non ero di certo un’eccezione) e da lì in poi è come se si fosse sempre stati in contatto con la sua idea di spettacolo, di intrattenimento.
Ricordo in particolare i momenti di attesa ogni volta che in prima serata sulle TV (in generale era Mediaset che poteva fregiarsi di questi eventi) veniva annunciata la prima di un suo video, da Thriller in poi.
E proprio quel video di Thriller e la caccia alla videocassetta che conteneva quel quarto d’ora di arte, il documentario girato dietro le quinte e l’esibizione storica dalla festa per i 25 anni della Motown di Billie Jean.


‘Thriller’ è stato l’unico disco che ho comprato due volte. Il vinile si era praticamente distrutto a causa degli ascolti, dei giri alle feste e le canzoni saltavano, erano completamente rovinate.
Poi arrivò ‘Bad’, arrivarono altri video incredibili, arrivò il tour in Italia. Canzoni irresistibili, classici che ancora oggi sono attuali, anche là dove la popolarità non fu così universale fino alla celebrazione di ‘HIStory’, quelle 30 tracce divise tra passato e futuro che contenevano le tracce di una modernità insolita con le partecipazioni di Notorious B.I.G. in ‘This Time Around e di Shaquile O’Neal in ‘2 Bad’.
Un approccio moderno che invade ‘Invincibile’, il disco che è stato apparentemente meno amato di MJ (soprattutto dalla Sony, etichetta discografica per la quale lavorava Jackson).
Probabilmente perché facevano più notizia i pettegolezzi e le false accuse (ricordo al gentile lettore che MJ venne assolto da tutte, ma proprio tutte le accuse che gli vennero rivolte) rispetto alla musica, rispetto a un disco che era di transizione – di nuovo – dopo il passaggio alla carriera solista e allo stesso tempo mal digerito da Sony Music.

Il 5 Marzo 2009 viene annunciata la residency londinese di ‘This Is It’, il ritorno in grande stile del Re Del Pop.
I primi concerti dopo 12 anni di assenza dall’attività dal vivo.
Il primo concerto viene fissato per il 13 Luglio 2009.

Micheal Jackson viene trovato privo di vita il 25 Giugno 2009 a causa di un attacco cardiaco provocato da un’intossicazione da propofol.
‘This Is It’ non sarà una residency, diventerà un documentario che lascia intuire di cosa il mondo dell’intrattenimento è stato privato. Da allora in poi.

TRENTA 04 2019 Soul (R)Evolution Header

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution è andato in onda su Radio Milano International New Vibes ed è ora disponibile on demand. Ascoltalo qui:

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution #playlist

THE O’JAYS – Stand Up (Show Love)

KELLY FINNIGAN – I’ll Never Love Again

TANIKA CHARLES – Dans Les Nouages

NICOLE BUS – You (feat. Ghostface Killah) Remix

ANTHONY EVANS – Fighting For Us

BJ THE CHICAGO KID – Time Today

PINK SWEAT$ – Coke And Henny Pt 2

LIZZO – Soulmate

TANK AND THE BANGAS – Nice Things

ROMDERFUL x SHAKKA, DOUNIA – Run Tings

RAYANA JAY – Love Me Like (feat. DUCKWRTH)

LOYLE CARNER & TOM MISCH – Angel

JORDAN RAKEI – Say Something

RASHAAN PATTERSON – Sent From Heaven

TONY MOMRELLE – Sunshine (feat. Ben Jones)

THE BRAND NEW HEAVIES – Getaway (feat. N’Dea Davenport)

TAHIRAH MEMORY – Wait

TRENTA 04 2019 Soul (R)Evolution Playlist

Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution #fuori(R)evolution

Quando mi trovo costretto a chiarire cosa significhi per me “la nuova musica” o il significato che viene dato da me a quell’hashtag #newmusicalert sembra impossibile farlo quando alla radio inizi un episodio con The O’Jays in Trenta 04 2019 Soul (R)Evolution (sì, questo di mettere tutto per esteso e con la data è un vezzo tipografico, me lo fai passare?)

The O’Jays. Sì, perché loro ci sono dal 1958 (millenovecentocinquantotto), non da ieri, e dopo trenta dischi (esclude le raccolte e le incisioni live) arriva il trentunesimo. Perché pare brutto dopo aver fatto trenta – e visto che siamo in ballo –  non fare trentuno.

Ma quando lo ascolti, quel disco, quel “The Last Word” (nel senso che pare vogliano ritirarsi ufficialmente dopo il tour da completare negli Stati Uniti), ti rendi conto che è musica nuova. Che non sarebbe esistita nel 1958, 68, 78 e nemmeno nell’88 o nel 98. È musica di oggi ed esiste da oggi.

Così come è musica nuova quella di Kelly Finnigan, moderno cantastorie soul, o musica nuova quella di Tanika Charles che ci dice che il posto lasciato vuoto da Diana Ross adesso lo occupa lei, con un secondo disco sicuramente migliore addirittura del pregevole “Soul Run” che ne sanciva il debutto. “The Gumption” è prodotto anche da Chin Injeti (Drake, Eminem, Aloe Blacc, P!nk, 50 Cent, insomma gente che quando Diana Ross vendeva tanti dischi non era nemmeno nata).

E poi, suvvia, come fa ad essere musica nuova una roba con il Wu Tang Clan? La storia che c’è dietro al remix di “You” per Nicole Bus fatto da Ghostface Killah l’ho raccontata alla radio.

Ecco il motivo per cui tutta questa è musica nuova. Non è un motivo banale, non è semplicemente per il fatto che siano dischi usciti di recente, non è soltanto un fatto di anagrafe e di tempi.

Più che altro è un fatto di attitudine, è una dichiarazione ferma e precisa che siccome la musica di matrice black (già, black is the new black, l’ha inventata Andrea Ercolani questa cosa e di questo gliene sono debitore) vive ed esiste grazie alle contaminazioni forse oggi ci è sfuggita dal controllo.

Il controllo del parruccone incipriato che pensa che è nuovo solo quello che è “fatto strano”, che “non l’ho mai sentito prima”, che “ma è uscito la settimana scorsa, è vecchio, oggi c’è la nuova band elettroemozionale eterea” oppure c’è la posa di affermare che Anderson .Paak suona “retrò”.

Un controllo che si spezza quando si cerca di decodificare uno spirito, una musica che resta con la matrice sempre ben piantata nelle proprie origini (e quindi andiamo indietro fino agli anni sessanta) ma che non ignora quello che tutto questo tempo ha portato, assorbito, scartato a volte troppo in fretta, custodito.

Perché prova a spiegarlo tu al parruccone che fino a qualche anno fa andava in giro a sbandierare come capolavori pezzi di musica che vivevano di campionamenti, di pezzi di musica altrui, generalmente di parecchi anni prima.

E poi prova a spiegargli che oggi quello che lui – a mò di disprezzo, poverino – chiama retro soul noi lo chiamiamo “rinascimento del soul classico” perché non è “retro” non è mai stato superato e soprattutto non è mai andato via.

E che quando nel 1995 ascoltava 2Pac dentro c’era anche Isaac Hayes (con un pezzo del 1969) e che quando andava in giro a vantarsi di aver scoperto “C.R.E.A.M.” del Wu Tang Clan dentro c’era anche “As Long As I’ve Got You” delle Charmels che oggi è dentro “You” di Nicole Bus, in playlist questa settimana.

Oppure a quell’altro parruccone per il quale dopo Otis Redding c’è stato solo il diluvio e che quindi noi, poverini, dal 1967 ad oggi abbiamo ascoltato soltanto cose scadenti?

No, dico, provi a spiegarglielo tu? Dai.

Magari iniziando con la frase che per me è diventata un classico: “Una volta uscito dall’algoritmo non hai nemmeno idea di che meraviglie ci siano là fuori”.